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Millenials stranieri in Italia per cultura e bel tempo

l 94% dei giovani expat che vivono in Italia per lavoro o studio sono soddisfatti della loro esperienza. Tra i principali motivi del trasferimento ci sono il patrimonio culturale, lo stile di vita e il bel tempo piuttosto che la qualità delle università e il guadagno economico. Lo rivela un sondaggio condotto da Think Young e commissionato dalla banca belga BNP Paribas Fortis.

Il sondaggio è stato condotto su un campione di 6.359 giovani tra i 18 e 28 anni, europei e non, che si sono trasferiti per studio o lavoro in Italia, Belgio, Germania, Francia, Olanda, Polonia e Gran Bretagna. I giovani lavoratori che si trasferiscono in Italia lo fanno soprattutto per motivi di crescita personale (50%), esperienza professionale (40%) e per imparare l’italiano (30%), mentre meno del 10% si trasferisce in Italia per guadagnare di più.

Uno su due (54%) ritiene che questo trasferimento sia stato positivo per la propria carriera e per la propria vita sociale, mentre uno su tre (36%) ritiene migliorata la propria qualità di vita in generale. Calano invece le percentuali di chi ritiene di aver ottenuto un maggior potere d’acquisto (25%), un maggior accesso al credito (15%) e di poter beneficiare di un miglior sistema sanitario (20%). P

er quanto riguarda gli studenti, meno di uno su due (45%) ritiene di aver una miglior qualità di vita e solo il 9% afferma di aver scelto l’Italia per la qualità dell’educazione universitaria – percentuale che sale invece al 41% per gli studenti che decidono di studiare in Gran Bretagna.

Sia sugli studenti che sui giovani lavoratori pesano infatti gli alti costi della vita in Italia, solo nel 37% dei casi più bassi rispetto al proprio Paese di origine. Il sondaggio rivela inoltre come il 35% degli expat abbia aperto un conto bancario in Italia ma solo nel 18% dei casi si tratta di un conto risparmio. Il 58% ritiene facile avvalersi dei servizi offerti da un istituto di credito italiano, tuttavia le difficoltà ci sono e sono dovute soprattutto a barriere linguistiche (33%), eccessiva burocrazia (29%) e mancanza di informazioni chiare (27%).

“I ‘millennials‘ sono la forza motrice della mobilità intraeuropea, sono sempre di più i giovani che cercano un’esperienza di studio o di lavoro all’estero”, afferma Salvatore Orlando della BNP Paribas Fortis. “Imparare, socializzare, acquisire nuove abilità e lanciare la propria carriera, ecco perché ci si sposta”, aggiunge Andrea Gerosa di ThinkYoung. (ANSA)