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Catania, al via il corso “Tap” – Technologies for advanced programming

Data visualization, digital marketing, digital advertising, stream processing in tempo reale, cloud architecture. L’innovazione, didattica in questo caso, corre nelle aule universitarie. Domani, al Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania, prenderà il via la prima edizione del corso “Technologies for advanced programming (Tap)”. Si tratta di un corso “opzionale” inserito nell’offerta formativa del terzo anno di studio del corso di laurea in Informatica. Non sarà, però, un “normale” corso universitario finalizzato soltanto a “dare la materia”. Piuttosto, il “Tap” è un corso seminariale che vedrà alternarsi come docenti personalità ed esperti individuati da un comitato scientifico composto da rappresentanti di alto livello di aziende leader in Italia che hanno “fame” di tecnologia all’avanguardia. Aziende che, per questa edizione, sono Omincom Media Group, Neodata Group. Gruppo Mediaset Publitalia ’80, LuTech, Cuebiq.

«Il corso presenta novità sia nella sue genesi sia nella sua progettazione – spiegano i professori Giovanni Giuffrida e Sebastiano Battiato, coordinatori scientifici del progetto e promotori dell’iniziativa -. Oggi assistiamo a un proliferare di tecnologie che vengono rapidamente adottate dall’industria e che comunque tendono, altrettanto rapidamente, a scomparire. Perciò le aziende del mondo ICT si trovano costrette ad un “inseguimento” tecnologico molto costoso rispetto a competenze tecniche e di conoscenza di strumenti e pacchetti software legati al trattamento e, in generale, al “mining” di grossi quantitativi di dati, di diversa natura e spesso non strutturati. Questo corso – aggiungono i due docenti – vuole colmare tale gap, attraverso una programmazione didattica basata sul contributo seminariale di esperti esterni, in grado di adattarsi ai nuovi bisogni tecnologici di un’azienda moderna».

In sostanza, il corso Tap – che in questa modalità innovativa abbatte i costi a carico dell’Ateneo – focalizzerà l’attenzione in modo agile su queste tecnologie molto “veloci” e che per questa loro natura non trovano spazio all’interno di un percorso universitario tradizionale. «Il corso è stato organizzato spronando le aziende a “raccontarci” i loro bisogni “tecnologici” del prossimo futuro – raccontano Giuffrida e Battiato – e poi, mettendo a fattor comune questi bisogni, si organizzano i seminari in modo da poter dare risposte rapide e soddisfacenti alle esigenze che sono emerse».

Per far questo il comitato scientifico si riunisce una volta all’anno in modo da decidere i temi da affrontare nell’anno accademico successivo. Questo meccanismo da un lato garantisce agli studenti una formazione sempre allineata ai veri bisogni delle aziende, dall’altro offre loro l’opportunità di trovarsi di fronte i migliori docenti (sia esterni che interni all’ateneo oppure messi a disposizione dalle stesse aziende partecipanti) per apprendere le tecnologie che nell’immediato più sono utili alle imprese. Il corso, infatti, è molto hands-on (pratico e coinvolgente) in modo da dare allo studente un accesso privilegiato alle piattaforme tecnologie in uso presso le aziende. Risultato finale? «Per lo studente – dicono i due docenti catanesi – è una preparazione di base in quelle tecnologie e metodologie “calde” con l’obiettivo primario di accelerare l’ingresso nel mercato del lavoro».

Il corso è aperto agli studenti della triennale di Informatica e della magistrale in Informatica, ma anche agli esterni, che possono acquistarlo come corso singolo (la deadline è il 20 marzo).
Gli argomenti al centro dei seminari Tap 2016/2017 sono già definiti (vedi il programma): data visualization, uso di tableau come strumento di data presentation, nozioni di user experience, cenni di data preparation per la presentazione dei dati; R and machine learning tools: nozioni di R con riferimento specifico alle libreria/package disponibili in R per il machine learning; digital marketing: sistemi, metodi, nomenclatura intorno al digital marketing con particolare focus sul digital advertising sui vari canali disponibili; real-time stream processing, con focus sui tools disponibili per eseguirlo; cloud based architectures, con focus sui vari servizi disponibili dalle varie piattaforme cloud.